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Il Santuario di Santa Maria di Leuca

Il santuario Finis Terrae nasce su un antico tempio dedicato alla dea Minerva. Una leggenda narra che questo santuario, distrutto e ricostruito più volte fino al settecentesco edificio attuale, porta per il paradiso e consacrato dallo stesso S. Pietro.

All'interno si trova un  frammento originale del dipinto della Madonna e del Bambino che fu bruciato dalle escursioni dei pirati algerini e che adesso, rielaborato e completato, è posto sulla parete ovest del transetto.

La Chiesa è ad un'unica navata e a croce latina con l' altare maggiore dove vi è collocata l' immagine della Vergine. Vi sono anche altri sei altari dedicati a S. Francesco di Paola, S. Giovanni Labre, alla Sacra Famiglia, all' Annunziata, a S. Pietro e S.Givanni Nepomuceno. Alla fine della navata c'è un pulpito in pietra con un pannello dove compare lo stemma del vescovo Giannelli e la rappresentazione di una scena del crollo del tempio mentre appariva S. Pietro.

Nel 1689 i pirati, durante l' ennesima incursione, portarono via anche la campana e la colonna con la statua della Madonna che si trovava vicino la Chiesa. Tra il 1718-43, Giovanni Giannelli, vescovo di Alessano, volle costruire delle torri e ponti levatoi per difendere la Chiesa dagli attacchi dei pirati ma l' impresa non fu facile visto che la zona si trovava su un promontorio brullo che poteva essere raggiunto solo da una stradina sconnessa e ripida.

Nel 1743 il vescovo morì e espresse il desiderio di essere sepolto proprio in quella Chiesa, sotto l' altare della Madonna, dove poi è stata eretta una lapide commemorativa.

Le radici della devozione alla Madonna di Leuca sono antiche e non conoscono limiti, infatti sono stati trovati i registri di pellegrinaggi dalla Polonia, dal Belgio e dalla Francia.Anche i cavalieri crociati pregavano vicino la Madonna prima di imbarcarsi per la Terrasanta. 

Nel 1456 invocò l' intercessione della Madre, Alfonso il Magnanimo quando un terremoto colpì il Regno di Napoli e quando il pericolo era cessato guidò un pellegrinaggio di trecento bambini che da Brindisi li conduceva a Leuca.

Il passaggio dal passato culto pagano al cristianesimo è testimoniato da una scritta posta all'ingresso del santuario. Secondo la leggenda popolare la visita al santuario è il primo passo per accedere al Paradiso.

 Antistante il santuario, un alta colonna con un capitello corinzio e  con in cima una croce in pietra, rievoca il pellegrinaggio giubilare del 1900 e il passaggio di San Pietro.

 

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