La Grotta Zinzulusa è tra le grotte più affascinanti del Salento, sia per la posizione, sia per la spettacolarità della roccia. Deve il suo nome alle particolari formazioni calcaree che 'pendono' dal soffitto, come degli stracci appesi (in dialetto Salentino, zinzuli), è la più importante grotta del Salento, si apre sul mare come un'enorme bocca che si staglia su di una scogliera alta ben quindici metri. Enormi formazioni calcaree, stalattitiche e stalagmitiche, formano delle strane forme e anche i colori che ne scaturiscono danno alla grotta un aspetto particolare.
In questa grotta sono stati rinvenuti i resti di moltissime specie animali, dall'elefante all'orso speleo, testimonianti le varie forme di vita animale che nei secoli vissero in questi luoghi.
La grotta, in età preistorica, fu anche frequentata dall'uomo, che abitò sia l' avangrotta, sia la parte più profonda di essa, a testimoniarlo sono i rinvenimenti di lame, grattatoi e bulini del paleolitico, nonché ceramiche e vari manufatti in osso, d'età neolitica, utilizzavano il laghetto interno per attingervi l'acqua.
Oltrepassando uno scalone alto 8 metri, si accede alla Conca, una caverna con base ellittica che si apre verso il tratto più lungo della Zinzulusa, detto Corridoio delle Meraviglie, con le enormi formazioni stalattitiche e stalagmitiche che impreziosiscono le pareti, alcune, per la loro straordinaria somiglianza con alcuni oggetti, hanno dei nomi curiosi, come ad esempio, Prosciutto, Pulpito, Spada di Damocle, ecc.. Lungo il corridoio si trova un altro laghetto, chiamato Trabocchetto, e caratterizzato da acque limpidissime.
L'ultimo tratto del Corridoio è costituito dalla Cripta, una caverna di dimensioni ridotte e ricca di colonne calcaree, che introduce al Duomo. Questa caverna è alta ben 25 metri ed è anche il rifugio dei pipistrelli che la abitano da millenni. Dal Duomo è possibile raggiungere il Cocito, un piccolo bacino chiuso, si è così trasformato in un sistema ipogeo subacqueo. Della Grotta della Zinzulusa, se ne conosceva l'esistenza sin dal 1793, quando fu il Vescovo locale, Mons. Antonio Francesco del Duca a scoprirla. Tuttavia, nel 1950 iniziarono i primi lavori e nel 1957 è stata aperta al pubblico.

.jpg)