
Ugento è una splendida cittadina che dista sei chilometri dal mare, nei suoi pressi si trovano vasti bacini salmastri creati a scopo di bonifica dal locale consorzio con belle pinete di rimboschimento.
La costa di Ugento è nota per la particolarità delle sue Secche (insieme di bassi fondali) che si estendono per un tratto di costa che va dalla località I PALI fino a TORRE MOZZA spingendosi fino a tre chilometri dalla costa che termina con gli scogli detti CAVALLO e SCIUMENTA.
Le Secche sono considerate pericolose per la navigazione, infatti, si racconta che su di esse naufragò una parte della flotta di Pirro re dell Epiro, ma sono invece la felicità dei subacquei e dei pescatori. Particolarmente pericoloso è lo scoglio chiamato GIURLITA.
Particolarissimi sono anche i piccoli scogli che affiorano appena dall acqua che i pescatori del luogo chiamano CHIRICHE, a causa della loro caratteristica di avere i bordi ricoperti di alghe mentre il centro è piatto e vuoto, tanto da farla assomigliare, appunto, alla chierica dei monaci.

Gli invasi paludosi di Ugento, pur alterati profondamente nei loro originari equilibri da massicce opere di bonifica e da una crescente pressione antropica, conservano un"interessante flora palustre tipica di habitat salmastri.
La specie dominante e" la cannuccia di palude insieme al falasco e la lisca marittima.
Le sponde sono popolate di giuncheti. In primavera fiorisce l orchidea acquatica.
Un cenno particolare merita la Pineta di Ugento, detta anche Roccacapozza, che esiste da quasi tre secoli. I bacini, la pineta, la macchia e la duna costiera del litorale di Ugento costituiscono un complesso ecologico di grande interesse faunistica.

