Lo studio ambientale Avanguardie fornisce il servizio di progettazione e accompagnamento per visite guidate, escursioni, trekking ma anche bicitour, uscite sottoterra e via mare per scoprire, nella massima sicurezza, tutte le facce del Salento, le più famose e quelle nascoste, lungo la costa e nell'entroterra, usando tutti i sensi per percepirne a pieno gusto e bellezza. Con la rubrica 'Girovagando per il Salento' Avanguardie vuole offrire a chi naviga su 'nelsalento.com' una panoramica del territorio e delle possibilità di scoprirle lungo percorsi di mobilità lenta.
1. Visita guidata ad Acquaviva: A spasso con Apollo e Diana
Un frammento dell'antica foresta mediterranea fa ombra al letto di un fiume fossile dove i miti classici ed i coralli trovano nuova vita. Il percorso inizia, chiuso e ombreggiato, tra alberi maestosi che raccontano storie e seguito da eroi d'altri tempi e folletti sempre attivi si muove verso l'alto tra pietre che il mare originò tanto tempo fa. Dopo una salita avventurosa nell'intrico di arbusti, liane e bassi rami di alberi, si esce al sole dove il fiume si perde nella campagna, mostrando un'aperta panoramico tra la rupe di Castro e le ultime marine joniche. Dopo il bagno di sole e luce, con calma, si ridiscende. A fine itinerario si incontra il mare, le sue dolci sorgenti subacquee e nuove storie, che parlano questa volta di sconvolgimenti geologici, trasformazioni ambientali, acque che compaiono e scompaiono, temperature che si innalzano e poi scendono e si scoprono le vicissitudini di una terra che si è mossa da sud a nord, sopra il flusso magmatico, andando ad unirsi al resto d'Italia e diventando il Salento che oggi
2. Percorso trekking urbano: Non solo Barocco
La pietra leccese è una calcarenite marnosa che ha fatto di una perla imperfetta una grande forma d'arte: il barocco. Ma Lecce offre molto di più, dalla città messapica a quella romana che crescendo, cambiando e rinnovando se stessa, ha raggiunto sempre splendida i giorni nostri. Un trekking urbano tra chiese, palazzi e vicoli dove si mescolano gli stili e le epoche, è la proposta innovativa per conoscere Lecce che ci piace suggerire a chi volesse conoscere la città attraverso passi e sensazioni. Il camminare adagio, lo scrutare, l'ascoltare ed il sentire, il toccare ed il rivedere sono le tecniche che suggeriamo a chi accetta la scommessa delle novità e opta per un lento movimento di gambe in alternativa alla più classica visita guidata. La città si apre con discrezione sotto gli occhi curiosi e decisamente gradisce il rispettoso silenzio di chi invece di vociare tra i suoi spai la contempla, ammira e 'osima', per restituire scorci, inquadrature e angoletti dove riposare, assaggiare i suoi sapori, fotografare la sua luce dorata.
3. Percorso trekking in natura: In mezzo la poesia
La scogliera, le dune, le grotte e i misteri dei nostri antenati sanno di salmastro e luce come questo itinerario da percorrere in fila indiana, con un occhio al mare ed uno ai nostri piedi, partendo da Roca e muovendosi verso nord. Il percorso è lineare e di facile percorribilità ma come sempre l'attenzione non deve mancare, anche se la bellezza ed il fascino di questo tratto di costa, tra alte rupi che incontrano e scontrano il mare da millenni, può distrarre e incantare. Si cammina a contatto diretto con le tracce di tutte le genti che prima di noi hanno abitato queste zone, scorgendo i segni delle loro abitazioni, delle loro strade, di fortificazioni distrutte e ricostruite, di cripte scavate da chi aveva scelto una vita quasi eremitica, in faccia al mare e al suo richiamo. Si cammina e si ascolta la terra trasmettere le vibrazioni di viandanti, mercanti e guerrieri, l'eco lontana delle preghiere rivolte a divinità passate nelle grotte, le urla e le gesta di chi ha difeso con la vita la propria terra dagli invasori che il mare portava, alternando il suo ruolo di fonte di cibo a quello di pericoloso veicolo di navi nemiche.
4. Bicitour: Tra masserie fortificate e torri costiere
Passato, presente e futuro appaiono e scompaiono seguendo il profilo delle masserie e delle sue fortificazioni, come lungo la costa dove le torri sembrano ancora mandare segnali di fumo e cavalieri. In bicicletta, pedalando su strade sterrate o lungo una viabilità minore, il tempo scorre con un ritmo diverso e l'aria tra i capelli solletica curiosità sul perchè delle numerose masserie che punteggiano l'orizzonte neretino. E perché poi si costruirono così tante torri, molte delle quali ancora imponenti abbracciano tutt'oggi le spiagge ed il basso profilo degli scogli su cui il critmo estende il suo silenzioso dominio? Una base quadrata, una stretta ma monumentale scala e un'imponente struttura che si sviluppa su due piani è la regola delle torri di questa zona, poi ci sono le eccezioni, la piccola e diruta Torre di Uluzzo, la duplice Torre dell'Inserraglio e le cosiddette 'Quattro colonne', segno tangibile di un tesoro da proteggere con la più grande struttura difensiva costiera dell'epoca. Curiosità che le nostre guide, accompagnandovi ad ammirare il territorio ed il suo paesaggio, trasformeranno in racconti, storie e leggende.
5.
Escursione mista, terra-mare: Il Parco Regionale del Pizzo
Camminare tra dune e macchia rinfranca il fisico ed il cuore perché la combinazione di profumi delle numerose specie vegetali custodite dal parco crea una magia inebriante ma l'affaccio sul mare di quest'ansa che abbraccia Gallipoli da sud mescola le carte: il risultato è una passeggiata nel giardino di timo e rosmarino che fiorisce tra le dune, sprigionando misture di oli essenziali, ed un viaggio per mare fino all'isola di S.Andrea, con al ritorno un tuffo tra il carparo del centro storico e la cucina locale che profuma sia di mare che di spezie. Questa proposta consente di cambiare il punto di vista sull'ondeggiante saliscendi delle dune e offre l'occasione di avvicinare la piatta e brulla Isola di S.Andrea, santuario di ospitalità per l'avifauna stanziale e migratoria e per questo meritevole di protezione almeno quanto la verde area su cui si estende il Parco Regionale del Pizzo. È così che un viaggio tra le onde, dalla terra ferma attraverso la liquida materia che la accarezza, tra scogli e isolotti, in rotta verso il largo, verso il faro, ci farà trovare nuovi punti fermi, senza avere bisogno della terra ferma per sentirci a casa.
6. Laboratorio gastronomico 'Vendemmia di sole'
Il bello del Salento non sta tutto nelle sue coste e nel suo mare. Il bello continua anche dopo i caldi mesi estivi mentre per qualcuno inizia proprio con la fine dell'estate, quando si vendemmia. Una delle proposte di laboratorio gastronomico che Avanguardie ti suggerisce è quella di partecipare alla vendemmia in Salento, un'esperienza diversa da quella di molte altre vendemmie non solo per il periodo in cui questa inizia ma per la scelta dell'orario che consente di gustare l'alba e la 'mottura' tra i filari di uva per poi andare in laboratorio e trasformare il succo dei grappoli in vin cotto, marmellata…Chi si iscrive al laboratorio di vendemmia, come alle altre esperienze del programma 'In campagna tutto l'anno' http://www.avanguardie.net/soggiorni2.htm sarà seguito de personale qualificato ed esperto, avrà in uso dotazioni di lavoro in regola con le norme di igiene e sicurezza, sarà assicurato e potrà portare a casa con sé il frutto del lavoro svolto, perché dell'esperienza fatta non rimanga solo il ricordo ma anche il sapore deciso dei prodotti di questa terra.
Guida Realizzata da
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