Galatina, a 20 km a sud di Lecce, è di origine messapica o magno-greca, prosperò sotto i Romani, fu poi distrutta dai Goti, indi si ripprese con i Bizantini e con i Normanni.
Risplendette sotto il domino di Raimondello Orsini del Balzo, che nel 1355 la ampliò, la cinse di mura e le accordò franchigie e immunità.
Il suo tessuto urbano si sviluppò tra il XVI e il XVIII secolo e possiede pregevoli palazzi, tra cui: il Palazzo Ducale, del sec. XVI.
Casa della nobiltà galatinese costruita quando Galatina fu data in feudo alla famiglia Castriota Scandenberg dal re Ferdinando il Cattolico.
Il Sedile risale al XV-XVIII secolo. Antica sede della municipalità e della amministrazione della giustizia, sulla facciata presenta il cartiglio (rappresentazione ornamentale, pittorica o scultorea, di un rotolo quasi spiegato di carta, contenente per lo più iscrizioni) in pietra leccese con l'effige di alcuni Sindaci.
Oggi ospita l'ufficio dei Vigili Urbani.
E' posto di fronte alla Torre dell'Orologio che Galatina dedicò nel 1861 a Vittorio Emanuele II Re d'Italia.
Palazzo Orsini è l'antico ospedale di Santa Caterina d'Alessandria. Oggi è Palazzo del Comune, sede del Municipio e di uffici comunali.
Galatina ha anche tre porte: Porta Luce, ricostruita nel 1795, presenta lo stemma della città di Galatina e il suo nome è dovuto alla vicina chiesa e santuario della Madonna della Luce; Porta San Pietro, comunemente detta Porta Nuova. Anche qui si legge lo stemma della città; Porta Cappuccini, realizzata nel 1725.
A Galatina è ancora vivo il fenomeno delle 'tarantate' che puntualmente tra il 27 e il 29 giugno eseguono un ossessivo e frenetico ballo per liberarsi dagli effetti del morso della tarantola.
Galatina possiede le frazioni di Noha, Collemeto, Santa Barbara.

