Nardò, risale al VIII- III sec A.C. con le sue origini nell'antichissima civiltà Messapica.
La città prese il nome Nerito (dal greco nar=acqua), poi Neretum, sotto i Romani che la elessero centro balneare a causa dell'Emporium Naunia, (che era presso l'odierna S. Maria al Bagno) ed infine Nardò.
Nel 269 a.C., Nardò fu conquistata dai Romani e attraversata dalla famosa Via Traiana, che costeggiava tutta la riviera Ionica.
Dopo, Nardò passò sotto il dominio dei Bizantini che portò alla presenza dei monaci Basiliani, che diffusero una nuova tipologia di costruzione in grotte.
I Normanni si impossessarono della città nel 1055 e nel 1266 subentrarono gli Angioini, i quali svilupparono il feudalesimo.
Nel 1497 fu assegnata ad Andrea Matteo Acquaviva, il cui figlio, Belisario, divenne duca, dando così inizio al lungo possesso degli Acquaviva, protrattosi fino agli inizi del sec. XIX.
Nel corso della sua storia, Nardò ha avuto un'intensa vita culturale, animata dalla cultura e dai grandi talenti quali Antonio De Ferraris, detto il Galateo e Ruggero Pazienza, autore del 'Balzino'.
Fu anche sede delle accademie 'Del Lauro' e 'Degli Infimi Ritrovati'.
A Nardò, in una piccola casa pericolante, è custodita una suggestiva rappresentazione di Murales che indica il passaggio di molti ebrei verso la Palestina negli anni del dopoguerra.
Nardò rappresenta un vero tripudio d'arte barocca, grazie alla raffinatissima P.za Salandra ed alle numerose chiese che testimoniano l'indiscusso valore religioso di una cittadina diventata già nel 1413 sede di diocesi, al castello eretto tra il XV ed il XVI secolo, all'imponente cattedrale romanico gotica e la biblioteca comunale.
Ma Nardò garantisce un'attrattiva turistica di eccezionale interesse anche grazie alle sue splendide marine, Santa Maria al Bagno, Santa Caterina, S. Isidoro e Portoselvaggio.
