5 cose da fare durante una festa popolare in Salento

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“(…) La festa ancora arriverà
Passa il santo passa il santo
Guarda quant’è bello
Cantano le donne in coro
Guarda quant’è bello
Strusciano sottane
Mentre cola sangue e cera dalla santità
Fumano i camini, pesce fritto e baccalà.”

Tosca, Il terzo fuochista

Ci sono cose che, più di tutte le altre, sono fatte per emozionare, e tra queste rientrano senza dubbio le feste popolari in Salento.

Chi è nato in questa parte di terra, sa come le feste siano piccoli scrigni che raccontano di abitudini, luci, espressioni, suoni e orchestre, tavole imbandite e bicchieri che tintinnano, e di come tutto questo si sia protratto nel tempo, come avvolto da una bolla che non scalfisce usi e tradizioni.

processione-del-santoUn ponte tra il Salento di oggi, meta turistica conosciuta a livello mondiale, e quello di una volta, in cui l’estate era un privilegio dei pochi locali che possedevano abitazioni nelle marine attigue, e le uniche serate intense erano quelle scandite dal calendario dei santi, celebrati con le corrispondenti feste popolari.  Festeggiamenti legati in modo direttamente proporzionale alle capacità taumaturgiche del santo che veniva, e viene tutt’ora, ringraziato con celebrazioni dalla durata di diversi giorni, buon cibo, luminarie imponenti e riti solenni e suggestivi.
Per questo se siete in Salento non potete assolutamente mancare ad appuntamenti del genere, e il perché lo capirete leggendo i suggerimenti sulle cose da fare una volta approdati a una festa popolare.

1) La banda e le luminarie

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La cassarmonica è imponente e troneggia nel centro delle piazze di paese per accogliere l’esibizione della banda. Vista di giorno, se vi trovate a bighellonare in strada prima che tutto cominci, la cupola che accoglie i musicisti è un perfetto ossimoro: silenziosa e maestosa, con le sue colonne e il riverbero del sole che la illumina sui lati, ombreggiandone il centro, si accenderà di luci e suoni della banda solo a sera. La cassarmonica è generalmente “corredata”, tanto di giorno quanto al tramonto, da anziani locali che siedono di fronte, sulle panchine, fumando una sigaretta o sbucciando arachidi in attesa che cominci la festa vera e propria.

La struttura è in continuità con le parazioni luminose, evoluzione dei semplici lumi in cera che veniva apposti per devozione fuori dalle finestre di un tempo, e che oggi arricchiscono i vicoli e le strade: archi in legno che reggono su pali, su cui vengono apposte minuscole lampadine sono tra le cose più scenografiche che meritano il naso in su, per rimirarle come se si avesse quattro anni.

NB le più rinomate in tutto il mondo sono le luminarie della festa di Santa Domenica, che si svolge a inizio estate a Scorrano.

2) La cupeta

cupeta-salentinaNon è solo la degustazione di un dolce tipico: la cupeta è un’esperienza multisensoriale, un’immersione golosa nella croccantezza delle mandorle tostate, nella dolcezza dello zucchero caramellato che si amalgama con la nota agrumata del limone e quelle orientali delle spezie.

Protagonista indiscussa dei rivenditori in strada durante le feste popolari in Salento, la cupeta è un passaggio obbligato se siete qui e passeggiate alla scoperta delle tradizioni dei nostri paesini. Se riuscite a beccare il momento esatto in cui il mastro dolciaio è intento a prepararla, sostate per guardare con quanta maestrìa ed esperienza colerà l’impasto di mandorle e zucchero sul tagliere in marmo e quanta velocità ci vuole per lavorarla sino ad ottenere i quadrotti gustosi che trovate esposti.

Se avete fame, ancora, e volete qualcosa di sfizioso, qui trovate un’interessante infografica sugli spezzafami salentini più comuni, facilmente reperibili in tutto il Salento.

3) Le bancarelle di scapece

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Ha un sapore forte, senza dubbio, ma la scapece è uno dei must di ogni festa popolare.

Non si tratta altro che di una serie di piccoli pesci fritti, messi a macerare e marinare tra strati di mollica di pane imbevuti di zafferano e aceto di vino, conservati in grandi mastelli in legno che ne preservano aroma e freschezza.

Tipico piatto gallipolino e povero, la scapece è diventata una leccornìa prelibata da gustare come street food, racchiusa in un panino croccante, ma qualora non doveste amare i sapori così decisi vi consigliamo di sostare nelle vicinanze della bancarella, di scambiare due chiacchiere con i venditori, veri e propri saggi e una sorta di aedi pronti a raccontare aneddoti e tradizioni di un sud che niente può mettere in ombra.

4) La pizzica

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C’è chi dice che se una cosa diventa ripetitiva si svuota presto di senso, provocando un sensibile calo e decentramento dell’attenzione. La pizzica, ad esempio, nel corso degli anni è stata così inflazionata da essere utilizzata in modo molto limitante per descrivere e incarnare un sud più da copertina, magari anche più appetibile a livello turistico, sortendo un effetto contrario.

La pizzica è molto più della danza musicata di cui raccontano in tv, è molto più del roteare festante  della gente che ci si cimenta per divertimento. Certo, per parlare di una danza e una musica che non ha età e che è intessuta nelle tradizioni di una Puglia affascinante, ma anche ancorata a superstiziosi e riti arcaici, ci vorrebbero i maggiori esperti della materia, ma  se siete curiosi di approfondire l’argomento basterà  consultare le centinaia di pubblicazioni al riguardo.

Se siete in vacanza in Salento e volete assistere a bellissime esibizioni di pizzica, procuratevi una buona guida agli eventi in loco e non mancate alle feste tradizionali di paese, in cui troverete sempre gente pronta a organizzare una classica “ronda” sotto al palco del musicisti, per coinvolgervi con sonorità antiche e ritmi travolgenti.

 5) I fuochi pirotecnici
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Inutile negarlo, i fuochi d’artificio hanno sempre un fascino particolare e riescono ad emozionare anche i meno inclini ai romanticismi. Durante le feste popolari la tradizione vuole che si sparino dei grandi fuochi, soprattutto nell’ultima giornata dedicata alle celebrazioni, un momento che tutti si preparano a vivere in modo comunitario.

Ci sarà dunque chi preferirà assistere allo spettacolo pirotecnico seduto nella tranquillità della propria terrazza e chi, invece, si metterà in strada, di fianco ai propri amici o compagni. In base alle feste i fuochi d’artificio assumono poi caratteri ancora più pittoreschi: in estate di solito vengono sparati col mare come sfondo, in cui le lingue di fuoco vanno a spegnersi immediatamente in modo molto scenografico, ma spesso si assiste anche a quelli che vengono definiti “gli incendi dei campanili”.  I campanili delle chiese offrono colori e luci che esplodendo in sincronia diventano un vero e proprio spettacolo da non perdere.

Una festa popolare in Salento è fatta di piccoli dettagli, che vale la pena vivere e sottolineare, cose semplici, senza sfarzi ed eccessi, che riempiono il cuore di chi arriva magari qui per la prima volta.

E così fate caso ai lumini che incorniciano le strade, alle donne con il capo pieno di bigodini raccolti in una rete elastica, intente a spazzare i marciapiedi per rendere degno il passaggio del santo celebrato; alle statue che sfilano ritte su spalle solite a piegarsi nei campi, agli anziani con l’abito “buono”, nonostante il calzino poco alla moda,  ai passeggini, in cui ci sarà sempre un bambino che dorme o, che al contrario, guarda i palloni gonfi di elio.
Pappagalli e tartarughe, forbici a cinque lame che promettono ‘triti stupendi per il soffritto’: le feste popolari in Salento sono poesia racchiusa in piccole cornici.

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