5 cose da sapere prima di andare in vacanza a Otranto

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Una veduta del porto di Otranto

Dopo l’ennesimo amico che vi parla delle ferie in Salento, dopo aver visionato le loro foto e filmini durante le cene a base di pizza e ascoltato i racconti su quanto bella fosse la spiaggia X o il localino sul mare Y, vi siete finalmente decisi e avete programmato una vacanza in Puglia.

Ora siete lì che pregustate già il sapore delle ferie, quel dolce far niente che non stufa affatto, ma siete comunque alla ricerca di qualche spunto interessante, perchè, diciamocelo, voi non siete affatto alla ricerca della solita vacanza, avete sempre bisogno di quel quid in più che la renda veramente rock.
Se avete dunque  in programma di venire qui al sud e avete studiato un itinerario che comprende anche la parte più a Oriente d’Italia, ossia Otranto, ci sono alcune cose sulla città che dovreste sapere prima di arrivare, in modo da essere sicuri di non tralasciare nulla del luogo e di viverlo, per questo, in modo pieno e speciale.

 

1) Otranto, uno dei borghi più belli d’Italia

Otranto al tramonto

Otranto al tramonto

Una volta arrivati nel Salento potrete rendervene conto da soli e capirete che in effetti tutti gli entusiasmi dei vari amici non erano poi così esagerati.

Otranto è effettivamente una cittadina molto affascinante, per diversi motivi, in primis la sua posizione, la più a est geograficamente di tutta la penisola italiana e dove si vede la prima alba del BelPaese.

In secondo luogo la città è il risultato di una commistione di stili che ne hanno influenzato tutto lo sviluppo, considerando il fatto che è stato un centro messapico e romano, poi bizantino e aragonese, cosa che è andata ad arricchire e consolidare il già ricco background e patrimonio artistico-culturale, ma anche quello architettonico, tradizionale, gastronomico.

Per questi motivi, e per molti altri ancora, Otranto è stata inserita tra i borghi più belli d’Italia, per cui avrete il piacere di passeggiare tra i suoi vicoli riempiendovi gli occhi di bellezza e inebriandovi di profumi, da quello del mare a quello delle siepi di pitosforo o di bouganville.

 

2) L’artigianato insolito

Sandali artigianali in esposizione (foto by Flickr- Mattia Olivi)

Sandali artigianali in esposizione
(foto by Flickr- Mattia Olivi)

Tra le “bellezze” di Otranto sono da annoverare senza dubbio gli artigiani, che contribuiscono a rendere unica la città con la loro arte, ma soprattutto offrono ai visitatori la possibilità di acquistare capi e oggetti unici per stile, gusto e materiali.
Addentrarsi nei vicoli di Otranto significa trovarsi dinanzi a una sorta di quadro in cui i colori esplodono e si declinano in varie tonalità, grazie a giochi di luce che si riflettono dagli ammattonati sin sulle vetrine, fino a toccare tutte le sfumature del marrone quando si concentrano sulle vaste collezioni di sandali in cuoio.

Non potete, infatti, dire di aver visitato effettivamente la cittadina se non tornate a casa con un bel (o anche due!) paio di sandali ai piedi o in valigia, per cui dovete assolutamente scoprire questo mondo fatto di materiali 100% made in Italy, lavorati in modo sapiente per dare origine a prodotti che esulano dai soliti standard.
Sandali da donna, ma anche per uomini e bambini, sono esposti in bella vista all’esterno e all’interno delle varie botteghe, per cui basterà solo scegliere colore e modello che più incuriosisce per andare incontro alla disponibilità degli artigiani.
Potrete accomodarvi e provare e riprovare tutti quelli che più vi piacciono sino a che non sarete soddisfatti e convinti, vedrete che sarà uno degli acquisti di cui non potrete mai pentirvi.

Tra gli altri oggetti con lavorazione salentina potrete trovare anche diverse ciotole, centrotavola in terracotta o coppe forellate e decorate, ideate appositamente per la preparazione delle rinomate frise, ma anche grandi lampade con intarsi, pesci decorativi da appendere all’esterno delle case, segnaposti e molto altro.

3) La Dolce riva, un posto very rock!

Dolce riva, dettaglio

Dolce riva, dettaglio

Senza nulla togliere a tutte le spiagge di Otranto, e a tutte quelle di cui vi avranno parlato, in primis la Baia dei Turchi (senza dubbio da visitare per cui non scordate di inserirla in agenda!), c’è un posto in cui andare al mare che non potrà non sconvolgervi.  Il luogo in questione si chiama La dolce riva, un po’ wild e un po’ romantic, rilassante ma anche molto rock se siete amanti degli aperitivi con sottofondi musicali.

Arrivarci non è semplicissimo, ma se siete dotati di navigatore basterà impostare località Grotta Monaca per raggiungerlo, passando da stradine, costeggiando uliveti e caratteristici muretti a secco, sino ad arrivare in questo luogo quasi paradisiaco, in cui davvero potrete inebriarvi di profumi e attingere a piene mani relax e silenzio. In effetti descriverla cercando parole che possano rendere giustizia alla bellezza che il luogo offre sarebbe, forse, un po’ riduttivo, per cui vi basti sapere che:

  • sole, vento, profumi e mare sconfinato faranno da fil rouge qualora decidiate di trascorrere lì una giornata;
  • per una politica di rispetto verso coloro che, per eventuali allergie o altro, non li gradiscano, la spiaggia non accoglie animali a quattro zampe;
  • se avete dei bimbi non è un posto molto indicato per loro, semplicemente perchè la conformazione fisica del luogo lo rende un pochino ostico negli accessi, tra grotte e anfratti, a meno che non li abbiate abituati alle rocce o siano dei veri e propri piccoli “Mowgli”.

4) La Cattedrale, il teatro di una tragedia

Soffitto della Cattedrale di Otranto

Soffitto della Cattedrale di Otranto

Non lasciatevi deviare dal titolo, che suona un po’ lugubre se lo consideriamo in un contesto scanzonato come quello vacanziero. In realtà la Cattedrale di Santa Maria Annunziata è uno dei fulcri della città, uno di quei luoghi in cui anche i meno credenti entrano in punta di piedi e in religioso silenzio, uno di quei luoghi che trasuda storia, arte, ma anche dignità, amore e forza.

Edificata sui resti di un antico centro messapico, nell’estate del 1480 fu teatro di una terribile carneficina per mano dei turchi che sfondarono i portoni massacrando i civili che avevano cercato, invano, riparo tra le sue mura. La navata destra accoglie la cappella dei Martiri, costruita per ordine di Ferdinando I di Napoli, in cui sono conservati i resti degli ottocento martiri che vennero decapitati e brutalmente massacrati per essersi opposti a rinnegare la fede cristiana.

Non potrete essere rapiti dalla bellezza dell’imponente mosaico pavimentale che fregia navate, presbiterio e abside, che riporta scene tratte dall’Antico Testamento, ma anche dai diversi affreschi parietali e dal soffitto.

5) il Castello aragonese

Fortezza interna

Fortezza interna

C’è, in ultimo, un luogo fra tanti che merita di essere visitato, il Castello Aragonese. Ricostruito dopo il Sacco di Otranto del 1480, è considerato un vero e proprio capolavoro di architettura militare, circondato da un fossato e scandito da imponenti torri, di cui alcune in carparo. Oggi il castello è teatro di importanti mostre d’arte e di eventi culturali, che soprattutto in estate offrono un servizio eccelso per qualità ed efficienza, con curatori di importanza internazionale e nomi che hanno fatto la storia dell’arte nel mondo.

Per completare il discorso vi invito anche a leggere precedenti articoli in cui abbiamo già parlato di Otranto i particolare di  Discoteche ad Otranto e di Cosa visitare nei dintorni di Otranto.

E se uno dei vostri viaggi passa qui ad Otranto, sentitevi liberi di visionare le nostre proposte che vi riportiamo qui sotto:

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