Cosa fare nel Salento a gennaio

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Anche a gennaio visitare il Salento ha molti elementi di fascino, soprattutto se ci si sofferma di più nella città di Lecce, piuttosto che lungo le coste. Vivere l’atmosfera invernale in quella che è e resta una città d’arte, infatti, presenta sempre motivi di interesse. I locali ed i pub offrono sempre un piatto squisito e un posto caldo dove passare le serate, i concertini e divertimenti non mancano ogni fine settimana, mentre in provincia un evento in particolare accende anche il gennaio salentino. Ma andiamo con ordine.

La Focara di Novoli: l’evento di Gennaio per eccellenza nel Salento

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Foto Flickr by Woop, licenza CC-BY.

L’evento “calendarizzato” più importante di gennaio nel Salento è senza dubbio quello della Focara di Novoli. “La Focara” altro non è che l’espressione dialettale per “falò” e si tratta di una festa che i novolesi da secoli tengono in onore del loro patrono protettore: Sant’Antonio Abate. I giorni di festa religiosa comprendono un intero periodo che va dal 7 al 18 gennaio, ma i giorni più importanti per la festa in paese sono quelli del 16 e del 17 gennaio, i giorni in cui la festa richiama migliaia di visitatori anche grazie all’accensione della Focara stessa, che avviene il 16 gennaio. Si tratta di uno dei falò più grandi del mondo, costituito addirittura da centomila tralci di legno di vite e per realizzarlo la gente del posto con pazienza e costanza vi lavora per più di un mese fino ad ottenere un grande cono alto circa venticinque metri e largo alla base venti metri, posto in uno spiazzo periferico in totale sicurezza. È tradizione che, nei giorni antecedenti all’accensione della Focara, la processione del Santo passi sotto di essa, attraverso un passaggio appositamente realizzato. Tutt’attorno, sono presenti luminarie, oltre che banchi e bancarelle che offrono dolci, giocattoli, articoli vari e piatti di enogastronomia locale. Spesso e volentieri un grande palco accoglie ospiti della scena musicale (foto in basso), anche di una certa rilevanza, come ad esempio negli ultimi anni ricordiamo la presenza di Elio e le Storie Tese, Roy Paci, Daniele Silvestri e Vinicio Capossela. Contemporaneamente alla Focara vengono organizzati eventi correlati che cambiano di anno in anno: mostre artistiche, giochi gastronomici, convegni, attività culturali, mercatini. Per essere al passo coi tempi, a partire dal 2014 è stata messa a disposizione anche un’apposita app per smartphone, la Focaraapp, che consente di ottenere in modo rapido e preciso tutte le informazioni utili sulla Festa, su cosa vedere in ogni edizione e su come raggiungerla.

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Foto Flickr by Woop, licenza CC-BY.

L’accensione del 16 gennaio avviene nel suggestivo scenario proiettato in cielo di spettacolari fuochi pirotecnici (foto in basso): assieme al concerto, questo è il momento clou, spesso e volentieri seguito anche con dirette televisive da parte di diverse tv locali e capace di attirare anche cinquantamila persone.

La tradizione del falò a Novoli è in realtà molto antica, antecedente rispetto allo stesso culto di Sant’Antonio Abate. Alcuni storici presumono che potrebbe essere cominciata durante l’epoca bizantina attorno all’ottavo secolo dopo Cristo. Questa ipotesi è rafforzata se si tiene conto che lo stesso Santo è stato in origine venerato anche dagli stessi bizantini, alla pari di Sant’Andrea, a cui è intitolata la chiesa principale. In ogni caso, il culto di Sant’Antonio Abate cominciò ufficialmente nel 1664 con l’assenso dato da Monsignor Luigi Pappacoda. Da allora, la tradizione non si è mai persa e, anzi, si è rinvigorita negli ultimi quindici anni.

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Foto Flickr by Woop, licenza CC-BY.

Proprio a causa dell’accresciuta complessità nell’organizzazione della Focara dall’inizio degli Anni Duemila, essa viene oggi curata da una apposita fondazione, la Fondazione Focara, con il supporto di diversi altri enti, sia del settore pubblico che del privato.

Un evento da non perdere cui dovrete assolutamente presenziare durante una vacanza nel Salento a gennaio!

Le più belle città salentine da visitare a Gennaio: Lecce, Ugento, Ostuni.

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By Cammmello at it.wikipedia. [Public domain], from Wikimedia Commons.

Come anticipato in introduzione, Lecce è una perla d’arte che si può visitare in qualunque periodo dell’anno e a gennaio potrete avere un doppio vantaggio: poterla ammirarla senza orde di turisti al seguito e al contempo essere parte di un’atmosfera inedita, particolare e bella, che avvolge il capoluogo salentino nella stagione fredda. I fine settimana le strade del centro storico di Lecce restano prese d’assalto da centinaia di persone del “popolo della notte” che dalle 22 alle 3 affollano le vie e i numerosi locali, dando durante la passeggia una piacevole sensazione di calore e di amicizia. Tanti i visi e i sorrisi che potrete incrociare, i gruppi di amici, le coppie, le famiglie: tutto ha un gusto e una nota di bellezza che non potete perdere.

Non mancano anche locali più particolari come le vinerie, dove potrete assaggiare un vino dalla folta produzione di DOC e DOCG dell’area salentina, con Negroamaro, Malvasia e Primitivo su tutti.

Se preferite gli ampi spazi, allora l’ideale è fermarvi in Piazza Sant’Oronzo (foto in alto) e osservare come anche in inverno Lecce pullula di vita. Avventurandovi nelle viuzze storiche potrete trovare ogni genere di locale: pub, pizzerie, ristoranti con cucina italiana, giapponese e greca, lounge bar. I maggiori assembramenti di giovani tra i venti ed i trent’anni si registrano oggi soprattutto intorno all’area di “piazzetta Santa Chiara” (in realtà si tratta dello spazio racchiuso tra Via Augusto Imperatore, Via Giuseppe Verdi, Via degli Ammirati e Via Ludovico Maremonti, noto con questo nome essendo posto di fronte all’omonima Chiesa). Un target di età più elevata si registra invece nelle diverse vinerie e brasserie poste nell’area della Basilica di Santa Croce, dove trentenni e quarantenni si riuniscono per passare delle serate in allegria.

Molti locali sono ormai attrezzati per avere spazi all’esterno anche in inverno, grazie all’ausilio di appositi stand isolanti con riscaldamenti posti al loro interno. Così, non necessariamente dovrete privarvi di godere di una cioccolata calda o di una birra tra le bellezze di Lecce.

Ogni settimana si tengono piccoli eventi, concertini all’interno dei locali, iniziative. Per tenervi aggiornati, potete ritirare da un qualsiasi pub la vostra copia settimanale di appositi giornalini come ad esempio QuiSalento.

Durante il giorno, è d’obbligo invece la visita ai più importanti luoghi di interesse storico e artistico della città. Imperdibili le chiese più importanti: il Duomo e la Basilica di Santa Croce. Il Duomo fu realizzato già nel corso del Duecento per poi giungere alla forma attuale in epoca barocca. Si trova all’interno di un ampia piazza chiusa al traffico, molto suggestiva sia di giorno – quando si possono ammirare in tutto il loro splendore le lavorazioni della pietra leccese sulla chiesa, sul campanile e sul palazzo vescovile – sia di notte, con i giochi di luce che esaltano l’atmosfera rendendola magica. La Basilica di Santa Croce risale invece al 1548 e anch’essa ha subito le influenze settecentesche del Barocco leccese, tanto che oggi ne costituisce senza dubbio l’esempio più fulgido, accanto all’attiguo e splendido Palazzo dei Celestini. Della Basilica di Santa Croce non possiamo non citare l’ampio rosone e la balconata, entrambi intagliati con numerose figure “in movimento”, nell’atto di fare qualcosa, tipico dello stile barocco.

Più nord, in provincia di Brindisi, una bellissima cittadina da visitare in inverno è Ostuni. Il centro storico di questa cittadina è tutto bianco grazie alle case in calce e d’inverno risulta così ancora più magico passeggiare tra le strette viuzze selciate fino ad ammirare il panorama dall’alto affacciandosi dal suggestivo belvedere. Nei primissimi giorni di gennaio potrete ammirare anche un presepe vivente di rara bellezza.

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La Cripta del Crocifisso nei pressi di Ugento (LE). By Chiocciolasud (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons.

Di particolare bellezza e cittadina troppo sottovalutata è poi Ugento, conosciuta dai più per le fantastiche coste durante la stagione estiva. Eppure, anche la città di Ugento offre molto a livello culturale, a cominciare da una storia plurimillenaria fin da quando con il nome di Ozan era la capitale del popolo messapico, ben prima dei Romani. Moltissime le chiese e i monumenti da vedere, compreso l’antichissima cripta del crocefisso a un chilometro dalla città sulla via per Melissano, così come non potete perdere il bellissimo nuovo museo archeologico di Ugento. Si trova nel centro storico di Ugento, all’interno di un ex convento del XV secolo, tanto che anche la struttura…è essa stessa un museo con piccole sorprese come affreschi “nascosti”. Tutte le informazioni le potete trovare qui.

Un ultimo importante appunto è da fare sul clima salentino di gennaio: potete permettervi di non temere affatto il freddo! Nel Salento le temperature invernali raramente scendono sotto i 7-8 gradi anche di sera: un giubbotto e al più una sciarpa per i giorni più ventosi e sarete già ben attrezzati.

Per pernottare al meglio nel Salento, vi suggeriamo alcune possibilità offerte dalle strutture ricettive locali e alcuni dei migliori ristoranti dove poter guastare ottimi bocconi.

Buona vacanza salentina, anche in inverno!

 

Immagine di copertina: foto Flickr by Woop, licenza CC-BY.
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Un pensiero su “Cosa fare nel Salento a gennaio

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