Gli alberi monumentali del Salento

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fonte foto geograficamente.wordpress.com

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“Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi”, recitava un antico detto dei nativi americani e come loro in tanti hanno speso parole, pensieri, hanno formulato accurati giudizi rivolti alla maestosità degli alberi e alla loro essenzialità.

Se ci si ferma un attimo a riflettere, se ci si spoglia degli orpelli e delle inutilità di cui ci circondiamo ogni giorno,  gli alberi altro non sono che la rappresentazione ennesima della esplosività e grandezza della natura che ci avvolge, indipendentemente dalle tipologie e dalle forme, solide realtà di cui ci circondiamo senza neanche rendere giustizia effettiva al loro immenso valore.

Nei giorni di calura estrema, così frequenti nel nostro sud, le loro fronde offrono riparo, ossigenano l’aria, rinfrancano lo spirito con il fruscìo delle foglie attraversate dal vento. Col fatto che quando si parla di Salento ormai è consolidata l’abitudine di accostarlo al trinomio “sole, mare, vento” (perdonate l’involontaria rima), si tende purtroppo a ignorare che immensa ricchezza racchiuda in termini di gioielli naturalistici, ulivi a parte, ovviamente.

Se si oltrepassa questo limite, senza nulla togliere alla grandezza e bellezza delle sue spiagge, del suo mare, dei monumenti artistici barocchi e tanto altro ancora, si scopre che nel Salento c’è un mondo fatto di alberi monumentali anche rarissimi che attecchiscono in queste zone, unici per genere, studiati e classificati grazie al sapiente lavoro di esperti, studiosi e appassionati del ramo, termine che mai come in questo caso sembra calzare a pennello.

Roberto Gennaio, Biagio De Santis e Piero Medagli sono tre studiosi italiani grazie ai quali abbiamo potuto reperire informazioni necessarie alla trattazione degli alberi che vi descriviamo in questo articolo, persone che hanno messo in ballo tutta la loro passione ed esperienza per catalogare tutti quegli alberi che per motivi differenti e vari rientrano tra i monumentali, convogliando  il loro sapere e i frutti delle loro ricerche in un libro intitolato “Alberi monumentali del Salento”, a cura di Mario Congedo Editore.

Parleremo qui della Quercia Vallonea di Tricase, dell’Araucaria di Taurisano,  della Fitolacca di Veglie e della Palma del Cile di Sannicola.

Tra l’altro, non tutti sanno che un decreto apposito del 23 febbraio 2015  stabilisce come ogni comune sia obbligato a censire nell’ambito del  proprio territorio tutti gli alberi isolati o in filari che per motivi vari, longevità, rarità botanica, motivi storici, culturali rientrano tra i monumentali.

E la cosa bella , oltre che interessante, è che al censimento hanno l’obbligo e il dovere civico e morale di partecipare tutti, cittadini, scuole, istituzioni, associazioni, che potranno consegnare il tutto all’ufficio tecnico del comune. Sarà poi il comune stesso ad adoperarsi per effettuare il censimento entro il 31 luglio.

La Quercia Vallonea di Tricase

Quercia Vallonea (fonte foto Lastampa.it)

Quercia Vallonea
(fonte foto Lastampa.it)

Il Salento, come tutta la Puglia, è rinomato per gli ulivi, ma c’è un paese, Tricase, conosciuto per essere il custode di una bellezza naturale preziosa e imponente, che è divenuta l’emblema di un’intera regione e di questa porzione di sud, la quercia Vallonea.

Unica nel suo genere e nella sua maestosità, la quercia è detta anche la “Vallonea dei cento Cavalieri” perché, come narra la leggenda, pare che nel XII secolo abbia offerto ombra e riparo a Federico II e alla sua corte.
Si presume sia stata importata dai monaci basiliani nel sud Salento, dove se ne trovano, sparpagliati, pochi altri esemplari non spontanei.

Il nome Vallonea trae origine dalla città di Vallonia, nella Dalmazia, una regione in cui questo tipo di alberi è presente in abbondanza e l’esemplare presente a Tricase ha un’età stimata di circa 900 anni. Inserito in diversi libri e saggi sugli alberi monumentali italiani, l’albero ha una scheda tecnica che riporta un’altezza pari a 19 metri , dati che dimostrano tutta la grandiosità di questa pianta.

Raggiungerla è facilissimo, basta raggiungere il centro di Tricase e dirigersi verso la frazione di Tricase Porto, seguendo le indicazioni. Una volta lì si ha di fronte uno spettacolo che non ha uguali.

Araucaria del Queensland

Araucaria del Queensland (fonte foto 123fr.com)

Araucaria del Queensland
(fonte foto 123fr.com)

Se ci si sposta a Taurisano,  ci sono due magnifici esemplari di Araucaria del Queensland a Villa Lopez e dieci più piccoli, i primi databili con un’età di circa 120 anni.

I due alberi, con una scheda tecnica che riporta una circonferenza della base pari a 4,30 metri, un’altezza di 24 e un diametro della chioma di 11 metri, vegetano rigogliosi e in ottima salute nel parco della Villa e appartengono a una specie molto apprezzata come alberi ornamentali per sviluppo e unicità delle forme, oltre che per la loro imponenza e maestosità.

Originaria del Queensland, in Australia, l’Araucaria nelle zone di origine può raggiungere un’altezza pari a 50 metri e durante una prima, errata, classificazione, questi alberi vennero catalogati come Araucaria Cunninghamia lanceolata originaria, in realtà, della Cina centrale.

Pare che anni fa la loro vita fu messa a repentaglio da un ipotetico progetto di esproprio del parco col fine di realizzare un parcheggio, progetto a cui si oppose fermamente il proprietario della villa, il quale ribadì con fermezza l’importanza della tutela e la salvaguardia di specie rare, rarissime come le Araucarie, impiantante nel 1880.
La rarità di questi esemplari in Italia è testimoniata dalla presenza minima sul territorio, tant’è che altri alberi come questi sono presenti solo in qualche orto botanico.

Fitolacca a Veglie

La Masseria la Zanzara di Veglie, edificata nel 1471 come torre di avvistamento dei Saraceni e divenuta in seguito di proprietà dei conti Salazar (dalla cui traslitterazione del cognome deriva il nome odierno della struttura), ospita un altro esemplare di albero secolare, unico e immenso, la Fitolacca, proveniente dal Sud America.

Un ramo dell’albero ospita un cartello su cui è riportata una data, 1780, data che dovrebbe testimoniare l’anno in cui l’esemplare è stato piantato. La particolare posizione della masseria, riparata dai venti che generalmente soffiano insidiosi e prepotenti in Salento, ha consentito alla Fitolacca uno sviluppo armonico e non traumatico, soprattutto se si pensa che l’albero ha una chioma particolarmente fragile e sensibile, con un diametro di 17,30 metri.

La circonferenza della base è di 17.80 metri, la sua altezza 10 metri e tra le particolarità e le curiosità da annoverare ci sono senza dubbio i frutti di questo albero, che in passato venivano utilizzati per pigmentare il vino.

Palma del Cile a Sannicola

Palma del Cile (fonte foto villaexcelsa.it)

Palma del Cile
(fonte foto villaexcelsa.it)

Villa Starace a Sannicola  è teatro di cinque secolari esemplari di Palme del Cile, proveniente dalla catena montuosa delle Ande.
La pianta, imponente per altezza, che raggiunge i 15 metri e con una circonferenza di 4,05 metri, è posta al lato sinistro del viale d’ingresso, parzialmente nascosta da ciò che rimane di un bosco ormai ridotto ai minimi termini, come lecci e allori.

I frutti, simili a grosse albicocche, contengono delle vere e proprie noci di cocco in miniatura e la loro fruttificazione costante testimonia l’ottimo stato di salute della pianta. Tra le curiosità di questa specie c’è il fatto che in antichità venisse tagliata nel tronco, che pare fosse perfetto per ricavarne un liquido zuccherino, sino a che non è stata dichiarata specie a rischio di estinzione del 1971.

Nonostante ciò, gli esemplari rimasti non erano così maturi da garantire il naturale moltiplicarsi della specie, per cui molti ricercatori cileni per conto del governo andarono alla ricerca di esemplari più vecchi per poter garantire una fruttificazione che consentisse di raccogliere i semi utili a reinserirla nel suo habitat naturale.

Se siete interessati alla botanica di questa parte della Puglia non perdetevi l’articolo  sui Giardini salentini di cui avevamo parlato tempo fa.

Dopo questo viaggio con itinerario alternativo alla scoperta degli alberi monumentali presenti nel Salento non possiamo che invitarvi a segnalare gli alberi storici e monumentali del vostro paese all’ufficio tecnico. Farlo non costa niente, vi farà conoscere e scoprire grandi alberi di ogni genere magari mai visti nelle campagne o nell’abitato del vostro paese e farete un opera importante per la tutela dei nostri patriarchi arborei.

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