Itinerari salentini: cosa vedere nel Salento in 4 giorni

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Premesso che ogni terra ha i suoi gioielli e che ogni luogo meriterebbe di essere esplorato e vissuto in ogni sua minima bellezza, sappiamo quanto sempre più spesso ci si debba adeguare e ritagliare spazi di tempo per vacanze flash,  accontentandosi di pochi giorni per staccare la spina e rallentare i ritmi di ogni giorno.

Considerando che c’è chi ha in programma un viaggio veloce nel Salento, abbiamo pensato che stilare una sorta di guida possa aiutare a creare un mini itinerario e, soprattutto, possa tornare utile a tutti coloro che non hanno a disposizione che pochi giorni per visitare questa parte di Puglia.

Quattro giorni possono sembrare nulla e possono essere tanti, dipende dai punti di vista, quel che conta, come sempre, è il modo in cui vengono vissuti e noi proveremo a ottimizzare i tempi per farvi sfruttare  ben bene questi quattro giorni in modo da poter creare ricordi indimenticabili.

Giorno 1

Una veduta del Duomo di Lecce.

Una veduta del Duomo di Lecce.

Arrivare in Salento significa non poter prescindere da un passaggio alla scoperta di Lecce.

Chi viaggia in treno sa che il fascino, lo stupore, la bellezza di questa terra cominciano a dipanarsi già con l’annuncio agli altoparlanti della stazione, quando la voce avvisa che si è a “fine corsa treno”.

La città di Lecce oltrettutto è collegata bene con tutte le altre località salentine, per cui può essere una buona idea prendere un albergo, un B&B o altre strutture qui per poi muoversi agevolmente nella penisola.

Siamo a sud, signori, ma molto a sud. Supponiamo decidiate di venire in estate e che quindi abbiate una valigia leggera, un paio di sandali comodi ai piedi, un cappello a tesa larga a proteggervi dal sole. Avanzate verso il centro della città barocca, lasciatevi avvolgere dal calore della sua gente, dallo spirito di accoglienza e ospitalità che sembra permeare la cittadina e i suoi abitanti.

Dedicare un giorno intero e addentrarsi per le vie di Lecce significa essere catapultati in una realtà fatta di luce viva e intensa che si riflette sul selciato che caratterizza i vicoli, sulla pietra calcarea e bianca (la pietra leccese) che, mattone dopo mattone, ha dato origine a strutture come Palazzo dei Celestini, o alla facciata della Chiesa di Santacroce, o al Duomo stesso, tutte meraviglie da appuntare in agenda e da visitare.

Addentrarsi dentro Lecce significa ritrovarsi in Piazza Sant’Oronzo, affacciarsi sull’arena del meraviglioso anfiteatro romano, e al tempo stesso stupirsi per la commistione di profumi che si disciolgono nell’aria: profumo di pane fresco, di “pizzi” appena sfornati (le pucce dei leccesi, condite in modo differente, a scelta tra olive, cipolle, capperi…), di caffè appena macinato e servito in tazzine fumanti o nella versione prettamente estiva di cui i leccesi vanno fieri, ossia  con un goccio di latte di mandorla e ghiaccio (vedi qui).

Anfiteatro romano

Anfiteatro romano

Dopo una pausa relax, è possibile visitare il Castello Carlo V, i cui spazi, ampi e ariosi, sono quasi sempre adibiti a mostre, o danno luce a eventi culturali frizzanti e interessanti. Da lì, ci si può muovere e andare in avanscoperta di localini in cui prendere un aperitivo, o programmare una cena romantica e tranquilla in uno dei tanti ristoranti che ci sono in città.

Sempre per il fatto che si ha poco tempo a disposizione, può essere utile scegliere uno dei due versanti, ionico e adriatico e da lì seguire un itinerario ben preciso, in modo da non lasciarsi scappare nulla.

Ciò non toglie, che volendo, si possa anche decidere di fare la spola tra un versante e l’altro, decidendo, magari, di puntare su Gallipoli e di spostarsi il giorno dopo a Otranto. Quello che suggeriamo noi è di effettuare una scelta in modo da avere più opportunità di vivere senza fretta le giornate e di godere di ogni singola località in toto.

Il Salento, infatti, disloca le sue meraviglie in modo un pochino contorto, e muoversi, soprattutto in estate e col caos del periodo di punta come è quello dell’alta stagione, può risultare poco agevole.

Versante Adriatico

Giorno 2

Uno scorcio di Otranto

Uno scorcio di Otranto

Cominciamo con Otranto, una delle punte di diamante della penisola salentina, il punto geografico più a est dell’intera penisola italiana, un gioiello che vale la pena di essere vissuto e visitato.

Nota per i suoi vicoli, punteggiati da botteghe dal sapore retrò, in cui sono esposti in bella vista oggetti di artigianato unico e pezzi introvabili, Otranto offre ai propri turisti una serie di servizi efficienti e all’avanguardia, che non possono che rendere la vacanza piacevole e rilassante.

Tra ristorantini e cocktail bar che affacciano direttamente sui bastioni della città, è bello avventurarsi alla ricerca di qualche souvenir, o lanciarsi nello shopping più sfrenato: nessuno è mai andato via dalla città senza aver acquistato almeno un paio di sandali in cuoio artigianale, una borsetta, un bikini all’uncinetto, e state certi che anche voi non potrete resistere alla tentazione.

Nel punto più alto della città, ancora, è possibile visitare la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, il suo interno di grande impatto scenico con il mosaico pavimentale e la cappella dedicata ai martiri di Otranto, in cui sono conservate le ossa di coloro che morirono nel massacro.

Baia dei Turchi (fonte foto paesionline)

Baia dei Turchi
(fonte foto paesionline)

Quando si parla di Otranto, ancora, si deve per forza immergersi e fare un bagno in una delle più belle spiagge dell’intero Salento, la Baia dei Turchi, un luogo paradisiaco e meta ambitissima.

Di per sè anche solo il fascino dell’approdo storico offre un motivo valido per  raggiungere questa spiaggia, che prende il nome dalla popolazione turca che sbarcò nella baia e assediò la città nel 1480, ma ancora oggi è lo scenario che si spalanca dinanzi agli ignari visitatori a non poter essere reso a parole: una distesa d’acqua dalle sfumature turchesi più disparate, a cui si arriva tramite un sentiero che si districa tra pini e vegetazione rigogliosa, orlata da un’arena di sabbia bianchissima e sottile. Intorno silenzio un insistente senso di pace e riconciliazione con il mondo.

Cava di bauxite

Cava di bauxite

Tra i luoghi da visitare, perchè suggestivi e particolari, c’è da annoverare sicuramente la cava di bauxite, nei pressi della Baia delle Orte.

La cava, dismessa ormai sin dalla fine degli anni Settanta a causa degli elevati costi estrattivi, offre uno scenario insolito per via dei forti contrasti cromatici, in cui il verde acceso delle acque del laghetto si scontra con un color ruggine intenso, alleggerito dalle varie piante palustri che circondano la cava. Se, in particolare, siete amanti delle fotografie, questo luogo offre una luce perfetta per scatti da veri professionisti.

 

 

Giorno 3

Dettaglio spiaggia di San Foca

Dettaglio spiaggia di San Foca

Da Otranto ci spostiamo verso San Foca, altra tappa obbligata del versante Adriatico che consente di visitare luoghi e ammirarne la bellezza senza tempo. Tra le soste consigliate a chi giunge a San Foca per la prima volta, c’è Roca vecchia, sede di scavi archeologici di un certo spessore, con meraviglie come le rovine del castello a picco sul mare, un santuario del XVII secolo e la rinomata Grotta della poesia, una piscina naturale attorno a cui aleggia una leggenda densa di romanticismo.

Si narra, infatti, che la grotta fosse frequentata da una splendida fanciulla, una principessa che innamorata di quel lembo di costa, amava immergersi nelle sue acque. Quando la notizia giunse all’orecchio di diversi cantori e poeti, questi si recarono sul luogo per comporre versi dedicati alla bellezza della donna, da qui il nome della grotta. In realtà, secondo altri, il nome avrebbe origine dal termine greco “posia”, che sta a indicare una sorgente d’acqua dolce, ma poco importa in fondo.

Quel che conta è che la grotta è la testimonianza imponente della forza e dell’impeto del mare che l’ha scavata e modificata e che, nonostante il passare del tempo, resta una delle mete più suggestive e più ammirate del Salento.

poesia

La Grotta della Poesia

Se siete amanti dello sport e del kitesurf, in particolare, questo tratto di costa offre un punto ideale per praticarlo. Il Lido Buenaventura è una spiaggia perfetta sia per chi voglia cimentarsi nel kite, sia per chi, al contrario, voglia spalmarsi su un lettino, cocktail in mano, a godersi il sole.

Avete presente quelle spiagge da sogno che si vedono in tv e che sembrano lontane migliaia di kilometri da noi e dai nostri portafogli? Ecco, il Lido Buenaventura accoglie i turisti e li avvolge con un’atmosfera leggera, fatta di tende di lino bianchissime che svolazzano al vento e un porticato in cui trovare riparo dal caldo e dall’afa. E se vi viene fame, tra un tuffo e una tintarella, potete soddisfare il palato assaggiando un panino o una frisella con il pomodoro e il basilico, vere leccornie freschissime.

Arrivati a sera, c’è una cosa che non potete esimervi dal fare, ossia sedere in una delle tante trattorie che trovate sul lungomare e gustare un piatto di frutti di mare crudi, con una spruzzata di limone e accompagnati da un bicchiere di vino bianco ghiacciato. Come aperitivo potete farvi servire un vassoietto di ricci, se gradite, e se non siete ancora sazi dopo tutte queste prelibatezze, potete far seguire fritture di paranza, o primi e secondi piatti sempre a base di pesce. Non ve ne pentirete.

Giorno 4

Le Due Sorelle

Le Due Sorelle

Come ultima tappa, ma non per questo meno bella o interessante, c’è Torre dell’Orso, nota anch’essa per le sue coste meravigliose e per le spiagge caraibiche.

Tra le tante attrazioni che offre la marina, ci sono gli imponenti faraglioni delle Due Sorelle, due costoni di roccia che sembrano emergere dal mare, affiancati, vicini, spuntoni attorno a cui i locali hanno costruito leggende e storie poetiche quanto tristi.

Nello specifico chiunque giunga a visitare i due faraglioni scoprirà che altro non sono che i corpi pietrificati di due sorelle che spinte dalla calura intensa si recarono in quel pezzo di spiaggia. Una delle due, sporgendosi troppo cadde in acqua e le sue urla giunsero sino all’altra donna che, nel tentativo di salvare e strappare alla corrente la sorella, cadde a sua volta. Il mare ebbe pietà di quelle due giovani vite e rese loro omaggio con i due grandi faraglioni, che ancora oggi sembrano cercarsi in un perenne abbraccio senza mai riuscirsi a sfiorare.

Se siete amanti della natura, tutto questo tratto di costa non potrà che darvi continue emozioni, ma in particolare potrete anche spostarvi di qualche kilometro per giungere verso l’oasi protetta delle Cesine, oltre seicento ettari di natura incontaminata, in cui potersi immergere, con rispetto e attenzione, per ammirare specie di animali insolite. Dopo neanche un kilometro, è possibile, ancora, visitare la masseria delle Cesine, un luogo ricco di storia tutta da scoprire.

Dettaglio della flora della riserva delle Cesine (fonte foto riservalecesine.it)

Dettaglio della flora della riserva delle Cesine
(fonte foto riservalecesine.it)

Il bello del visitare la costa adriatica in così pochi giorni è che non ci si annoia mai e che se si ha la possibilità di spostarsi in auto il fatto di avere così tanti paesini, tutti in fila, offre vasta scelta sulle cose da vedere e da fare.

In estate, se ci si addentra nell’entroterra, ci si può ritrovare nella Grecìa e nei suoi borghi densi di fascino e storia, tra centri storici in cui il tempo sembra quasi essersi fermato. Se avete deciso di scappare in agosto per vivere quattro giorni di full immersion salentina, controllate che siano i giorni giusti per non perdere la sagra della municeddha di Cannole.

La municeddha, la lumachina di terra per cui la città di Cannole è famosa, può destare un po’ di rimbrezzo o reticenza, ma non fermatevi alle apparenze: assaggiatela arrostita alla brace, soffritta con la cipolla, al sugo, scoprirete che è un trionfo di gusto e bontà. E se comunque non dovesse piacervi, la sagra offre la possibilità di gustare tante altre prelibatezze, dalla carne arrosto, ai panini con i wurstel o dolci tipici come il croccante o cupeta, una cascata di mandorle caramellate aromatizzate, da provare.

Municeddhe arrosto (fonte foto festadellamuniceddha.it)

Municeddhe arrosto
(fonte foto festadellamuniceddha.it)

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2 pensieri su “Itinerari salentini: cosa vedere nel Salento in 4 giorni

  1. Notavo che non ritenete degna di citazione la zona da S.Gregorio a Gallipoli; le marine di Morciano, Salve, Ugento ! Un insieme che non ha niente da invidiare ai poli giustamente citati.
    Buon lavoro. Spero Vi risulti che gran parte dei turisti che scelgono la Puglia da Trani in giù trascorrono un giorno nella mia struttura.

    1. Ciao Vito, i flussi dei turisti secondo la camera di commercio li conosciamo.

      Qui abbiamo presentato un possibile itinerario di 4 giorni con alcune cose da vedere. Non abbiamo alcuna velleità di essere esaustivi e completi, ma diamo dei solo dei consigli.

      Selezionare solo alcune delle bellezze salentine ne porta ad escludere delle altre, che sicuramente non meriterebbero. Quindi per forza di cose siamo parziali, ma cerchiamo di aiutare le persone che ancora non conoscono la nostra terra ad orientarsi un pochino.

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