La notte bianca esplode nel borgo di Specchia

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Dopo la giornata in spiaggia, il borgo di Specchia stenta ad animarsi: oggi è il giorno della Notte Bianca con cui ogni anno il Comune specchiese valorizza questo borgo medioevale, che sembra piovuto in Salento dai dolci pendii della Toscana.

Un motivo in più per sentire l’importanza di questa festa che da sette anni tenta di valorizzare e recuperare la memoria storica di questo paese altrimenti condannato al degrado e alle intemperie.

cocomero , notte bianca a specchia

Adesso però non c’è tempo di pensarci, perché la gente piano piano affluisce per questa notte che durerà a lungo. Si mangia, si balla e si applaude anche: la luminaria che accende la notte mette in corpo la voglia di passare una serata veramente diversa dal solito. I presupposti ci sono tutti: panini bruscati con la salsiccia per placare la fame, banchetti provvisti di bottiglioni di vino, che vendono il rosato frizzante nostrano al bicchiere; e poi, musica e artisti di strada: ogni piazzetta ha il suo concerto, come quello di pizzica, a tema sui canti dell’antica Grecia, ma anche musica reggae e la cover band di Rino Gaetano. Ogni tanto la gente accaldata si mangia una fetta di cocomero per rinfrescarsi, perché è notte ma la musica scatena le energie di questa folla in cerca di divertimento e soprattutto di condivisione.

La voglia di partecipare è non solo nei turisti e nei villeggianti, ma anche negli sparuti abitanti del borgo: fuori dalle porte che si affacciano su corso Roma, ci sono adulti e ragazzini che con due cassette della frutta messe una sopra all’altra si improvvisano commercianti e vendono di tutto: dai tamburelli per suonare la pizzica alle cianfrusaglie che riemergono da cantine e soffitte: non è facile ignorarle, anche volendo, dato che nella calca di gente che affolla il corso è facile incespicare in questi banchetti che fanno colore, rumore e buon umore.

Immancabile l’improvvisazione dello Charlot vestito a strisce che, con il fischietto in bocca prende un ragazzetto dal pubblico ed esegue tutti gli anni gli stessi numeri comici: improvvisazione mica tanto, verrebbe da dire, ma ogni anno fa ridere e i suoi spiccioli al termine dell’esibizione se li guadagna lo stesso.

L’apice della serata è lo schiuma-party, in cui la gente finalmente si scatena e si butta nella mischia, incurante di pantaloni e magliette. E’ forse il momento in cui veramente si sente di più il piacere di esserci, e di esserci insieme, anche per la stravaganza di questo bagno di schiuma nel borgo.

Indimenticabile la mostra di scatti fotografici di Angelo Mangione, dedicata ai mestieri. Particolarmente significativa, in quanto l’orgoglio e la fierezza celati nella tradizione dei mestieri antichi è la linfa vitale che mantiene in vita un borgo come Specchia, che adesso brulica in questa notte agostana, piena di vita ma artificiale, ma durante l’ anno affida la sua sopravvivenza all’ azione paziente degli abitanti, che tornano, lentamente ma costantemente, ad abitare questa perla salentina.

notte bianca a specchia

Una manna, seppure meritata, l’inclusione nella guida ai “100 Borghi più belli d’ Italia”: riflettori puntati su un borgo senza tempo, ma immerso in una realtà, come quella salentina, fondamentalmente agricola e contadina, difficilmente sensibile al richiamo della contemplazione estetica. Il Comune quest’anno si è finalmente deciso ad aderire al Festival dei borghi più belli d’ Italia, che si terrà a San Ginesio, dove sarà presente dal 3 al 5 settembre con il proprio stand di tipicità eno-gastronomiche.

Se tutto va bene, il prossimo anno tornerà ad esplodere, in agosto, la Notte Bianca di Specchia.

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