La ricetta salentina dei taralli dolci

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Passeggiando per le strade del Salento, nei principali borghi e nei vicoletti dei centri storici più caratteristici, vi imbatterete quasi sicuramente in negozietti che vendono prelibatezze locali. Tra queste non potrete non notare i numerosi pacchetti contenenti i taralli dolci salentini, affiancati ai classici salati.

Mentre un po’ in tutta Italia è facile trovare la versione salata, i taralli dolci sono un po’ meno diffusi e rappresentano uno dei dolci tipici del Salento, preparati in quantità industriali, in occasione delle feste più importanti, dalle nostre mamme e nonne.

Perfetti alla fine di un pranzo, come merenda o a colazione insieme al latte e caffè, i taralli dolci del Salento, sono uno dei pilastri della tradizione gastronomica di questa zona.

Talmente buoni, che venivano addirittura impacchettati e regalati a vicini e parenti per occasioni importanti, e che oggi trovate con grande facilità su bancarelle e negozietti del Salento. Dei prodotti tuttavia industriali che, seppur buoni, non hanno molto a che vedere con il sapore intenso e dolce, di quelli realizzati con le proprie mani secondo la ricetta tradizionale.

Se avete quindi un po’ di tempo a disposizione e volete avere la soddisfazione di aver creato un qualcosa di delizioso con le vostre mani, ecco la ricetta per preparare i taralli dolci del Salento, quelli originali.

NEL SALENTO IL CAFFE’ SI BEVE IN GHIACCIO

caffè in ghiaccio

Una specialità del Salento è indubbiamente il caffè in ghiaccio, fresco e rigenerante nelle calde giornate estive.

INGREDIENTI TARALLI DOLCI

– 1 kg di farina 0

– 200 gr di zucchero

– 8 uova

– 200 gr di olio extravergine di oliva, meglio se pugliese, dal sapore intenso

– un pizzico di sale

– 50 gr di rum (non è fondamentale, ma darà ai taralli un gusto più deciso, a voi la scelta)

taralli ad asciugare

PREPARAZIONE

Procuratevi una ciotola, meglio se di vetro, e lavorate con lo sbattitore le uova e lo zucchero. Andando poi ad aggiungere poco alla volta la farina, l’olio, il sale e, se volete, anche il rum.

Lavorate l’impasto con lo sbattitore fino a quando non diventerà troppo denso. Dopodichè trasferitelo su un piano ed impastatelo energicamente con le mani, fino a quando non risulterà liscio ed omogeneo.

Risulterà da subito molto appiccicoso, quindi aggiungete ogni tanto della farina, senza farlo diventare però troppo duro.

Ottenuta la consistenza desiderata, lasciate riposare per un po’ l’impasto avvolto nella pellicola. Diciamo per una mezzoretta.

Dopodiché prendetene delle piccole quantità per volta e formate dei piccoli taralli. Vi consiglio di non superare i due centimetri di diametro e di mettere a bollire contemporaneamente una pentola di acqua.

Man mano che li realizzate, tuffate i taralli, tre o quattro alla volta, nell’acqua bollente. Avendo cura di non farli attaccare al fondo della pentola e di tirarli fuori appena vengono a galla. Fateli asciugare su degli strofinacci il più possibile, su entrambi i lati.

Infine infornateli per circa 40 minuti a 180°. Fate attenzione a tirarli fuori quando sono dorati e non più scuri.

taralli glassati

La ricetta semplice ed originale è questa ma, inutile dire, che ogni paese ha poi adottato delle proprie varianti, sia per quanto riguarda l’impasto che per quanto riguarda la dimensione dei taralli stessi.

Una versione che riscuote sempre un grande successo è quella dei taralli glassati, che prevede appunto la copertura dei taralli originali con della glassa a base di zucchero e succo di limone. Anche se attualmente in commercio ne esistono davvero numerose varianti, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Personalmente vi consiglio di assaggiare quelli originali, magari realizzati proprio con le vostre mani, in modo da ottenere un gusto unico ed insieme, una grande soddisfazione.

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