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I muretti a secco (o Paretone) come attesta la derivazione greca, sono una 'frontiera' fortificata, rappresentata dai resti di mura megalitiche, larghe 6 metri e mezzo, alte un metro e mezzo, che segnavano il confine nel secolo VIII d.C. della dominazione bizantina in Terra d'Otranto.
La loro struttura è composta da due file di  pietre parallele, accuratamente scelte e sbozzate in maniera tale da poter essere incastrate e da lasciare il minor spazio vuoto tra l'una e l'altra. La struttura base può essere caratterizzata da elementi diversi, come porticelle, varchi sorretti da arcate per il passaggio di uomini o di bestiame minuto.
Raggiunta l'altezza desiderata, la copertura è generalmente effettuata con lastre di pietre poste di taglio.
Rappresentavano il confine tra il Salento e il resto della regione. Si snodava come via fortificata, o vallum, lungo un antico tracciato messapico che collegava Otranto con Oria, dove, in seguito, si sarebbe ricongiunta con la Via Appia.
Ma i muretti a secco, oltre ad essere adoperati come limite, sono stati costruiti anche per proteggere il terreno e la vegetazione dall'azione del vento e dal dilavamento provocato dalla pioggia.