CHIESA DEI SS. NICOLÒ E CATALDO
 La facciata presenta un ricco portale, un rosone e statue di santi su mensole. L'interno è a tre navate e transetto coperto da cupola ellittica. È una chiesa medievale, fondata nel 1180 da re Tancredi, che la donò ai benedettini, poi passò agli olivetani.
  
CHIESA DEL CARMINE – ex convento dei Carmelitani
La facciata è divisa in tre ordini: il primo presenta il portale centrale con architrave arcuata e medaglione con la Vergine del Carmine e nicchie con statue ai lati.Il secondo ordine riprende i tratti essenziali del primo: la grande finestra al centro e nicchie con statue ai lati. Il terzo ordine è sintesi di tutta la struttura. La pianta è centrale e riproduce la forma del piede umano. L'interno ha tre cappelle per lato, un transetto coperto da una cupola a squame verdi e bianche, e un profondo presbiterio.
 Attiguo alla chiesa vi è il convento dei carmelitani.
CHIESA DI S. MARIA DEGLI ANGELI
 È cinquecentesca. Il prospetto è caratterizzato da un portale d'ingresso fittamente decorato e sormontato dalla scultura in pietra, raffigurante la 'Vergine con Bambino, incoronata e decorata da Angeli' e due finestre simmetriche nell'ordine inferiore nell'ordine superiore, una finestra, centrale, sormontata dallo stemma della famiglia Maremoti e da archetti pensili, che corrono lungo tutto il profilo esterno della fabbrica, due finestre in corrispondenza di quelle inferiori.  L'interno è a tre navate e nel settecento venne rifatto il pavimento, furono rivestite di stucco le navate, le colonne, i capitelli e furono aggiunti diversi altari.
CHIESA DI S. MARIA DELLA PROVVIDENZA
Il prospetto è diviso in tre ordini: il primo presenta un sobrio portale e quattro nicchie laterali, con santi, scandite da paraste corinzie il secondo presenta una finestra centrale e due nicchie laterali, anch'esse con santi e separate da paraste corinzie il terzo è semplice, coronato da timpano classico.
L'interno ha una sola navata su cui si aprono tre cappelle per lato particolari le acquasantiere di marmo.
CHIESA DI S. GIOVANNI EVANGELISTA
 Fondata da Anacleto II e il Monastero delle Benedettine.
 Il prospetto si presenta con una grande apertura profonda, chiusa da una cancellata. In alto, la statua di S. Benedetto, la terminazione a cuspide e dietro, la torre campanaria risalente alla prima metà del Cinquecento. L'interno è sfarzoso: il soffitto ligneo a lacunari intagliati, l'altare maggiore settecentesco, il pavimento maiolicato.
CHIESA DI S. ANGELO
L' antica costruzione risale al 1061, quando le mura cittadine delimitavano un perimetro più angusto. Poi, Carlo V, ne decretò l'ampliamento e S. Angelo vi fu compresa. La Chiesa venne ricostruita due volte: una prima attorno al 1300 e poi, interamente rifatta, nel 1663. Lo stile è tipicamente barocco con la consueta dovizia di elementi decorativi: festoni di fiori, angeli, colombe, nicchie e cornici aggettanti.
Il bel portale, compreso tra due colonne scanalate, è concluso dalla porta bronzea del 1750. Lo sovrasta una lunetta con l'immagine della Madonna col Bambino tra angeli, a tutto tondo, di egregia fattura.
L'impianto della Chiesa è a croce latina e a tre navate i volumi, sobriamente risolti, vengono fusi in un perfetto equilibrio unitario. Undici in tutto gli altari, compreso quello maggiore e dedicati da destra a:l'Annunciazione, tela antica restaurata da non molto da Gaetano Stano, la Madonna del Rosario, tela di F. Salcino, S. Antonio di Padova, grande tela di Raffaele Verri, S. Rita, bella tela di Domenico Gargiulo, la Vergine Addolorata, statua in cartapesta modellata dallo scultore leccese A. Maccagnani (1831). L' altare maggiore è dedicato alla Madonna di Costantinopoli con la tela di grandi dimensioni che figura sulla parete dell'abside lateralmente sui muri perimetrali i dipinti minori con gli episodi biblici di David che trionfa su Golia, Abigail e David a destra il Serpente di bronzo, Giuditta che uccide Oloferne a sinistra, opere di Serafino Elmo, S. Antonio Abate, tela di Alessandro Calabrese che rappresenta il Santo mentre ascolta la voce del Signore, S. Nicola da Tolentino statua in pietra, S. Michele Arcangelo, statua in pietra che lo raffigura nell'atto di colpire il simbolo del male, l'Immacolata, statua in cartapesta del Maccagnani ricoperta di abito e manto trapunti in oro, S. Tommaso da Villanova, dell'ordine agostiniano statua in pietra.
Da segnalare le magnifiche tele col Giudizio di Salomone, in alto sulla parete destra della navata centrale e, di fronte, su quella di sinistra Salomone
che adora gli idoli alla presenza della regina di Saba, entrambe di scuola napoletana.
Nei locali della sacrestia si conserva un'Assunta da attribuirsi a Luca Giordano o ad Andrea Coppola.
CHIESA GRECA
Costruita nel 1765, su disegni di Francesco Palma, Lazzaro Marsione, Lazzaro Lombardo e Vincenzo Carrozzo. Importanti, all'interno, i numerosi dipinti su tavola, con iscrizioni greche.
CHIESA DEL GESÙ O DEL BUON CONSIGLIO 
 La chiesa del Gesù fu costruita nel 1575 sull'antica chiesetta di San Nicolò di rito greco, rifacendosi al modello dell'omonima chiesa romana. All'esterno sul portale dell'edificio si può notare lo stemma della Compagnia di Gesù mentre all'interno, concepito come uno spazio unico con un transetto appena accennato, si possono ammirare alcune pregevoli tele di scuola napoletana. Le cappelle sono dedicate all'Assunta , alla Visitazione dei Magi, al Crocifisso, alla Vergine e ai SS. Luigi, Ignazio e Stanislao con buona tela di Serafino Elmo, a S. Bernardino Realino, altare questo ultimo attribuito con ragione a Francesco Antonio Zimbalo, con dipinto di De Giovanni (1897) e la statua del Santo i cui resti sono ivi conservati in urna e ancora, dalla parte sinistra, superato l'altare maggiore, da ammirare le cappelle dedicate alla Madonna del Buon Consiglio, all'Annunciazione della Vergine, con tela di Girolamo Imperato, a S. Michele, a S. Girolamo nel deserto, alla Madonna di Loreto, con statua in pietra dipinta in oro. L'altare, contenuto nella splendida abside a conca, esibisce colonne tortili dal forte impianto, artisticamente istoriate con tela della Circoncisione di Jacopo Robusti e, su mensole, le statue in pietra degli Evangelisti dentro nicchie sono i dipinti di Oronzo Letizia di Alessano con i quattro dottori della chiesa.
In alto l'Incoronazione della Vergine di Oronzo Tiso (1729-1800).
Di egregia fattura gli stalli lignei del coro intagliati ad angeli e motivi fogliari.
Tra le non poche tele di valore raccolte nella Chiesa: le Storie di Giuseppe Ebreo dinanzi al faraone di Antonio Verrio, collocate sulla parete del transetto di destra e di sinistra, e quelle di Giuseppe da Brindisi (14 in tutto), entro cornici mistilinee che figurano nel soffitto a lacunari, descrittive della vita di S. Ignazio e della Compagnia di Gesù.
CHIESA DI S. ANTONIO DELLA PIAZZA
Il prospetto attuale è settecentesco, costituito da due ordini, con il portale al centro, a cui corrisponde una finestra nella parte superiore, e le statue di S. Antonio e S. Giovanni da Capistrano ai lati.
La pianta è a croce latina. L'interno ad un'unica navata, con tre cappelle per lato, comunicanti e contenenti altari.