La Grotta Zinzulusa

 

grotta zinzulusa 1

 

La Grotta Zinzulusa è tra le grotte più affascinanti del Salento, sia per la posizione, sia per la spettacolarità della roccia. Deve il suo nome alle particolari formazioni calcaree che “pendono” dal soffitto, come degli stracci appesi (in dialetto Salentino, detti appunto zinzuli). È la più importante grotta del Salento in quanto a spettacolarità e visite turistiche: si apre sul mare come un’enorme bocca che si staglia su di una scogliera alta ben quindici metri. Enormi formazioni calcaree, stalattitiche e stalagmitiche, formano delle strane forme e anche i colori che ne scaturiscono danno alla grotta un aspetto particolare.

 

In questa grotta sono stati rinvenuti i resti di moltissime specie animali, dall’elefante all’orso speleo, testimonianti le varie forme di vita animale che nei secoli vissero in questi luoghi. La grotta fu frequentata anche dall’uomo già in età preistorica, occupando sia l’avangrotta, sia la parte più profonda di essa. A testimoniarlo sono i rinvenimenti di lame, grattatoi e bulini del paleolitico, nonché ceramiche e vari manufatti in osso d'età neolitica, ed è certo che il laghetto interno era utilizzato per attingervi l’acqua.

 

La grotta si sviluppa in tutto per circa 160 metri dalla bocca di ingresso ed è costituita da tre parti:

 

Oltrepassando un grande scalone alto otto metri si accede alla Conca, una caverna con base ellittica che si apre verso il tratto più lungo della Zinzulusa, detto Corridoio delle Meraviglie. Qui troviamo enormi formazioni stalattitiche e stalagmitiche che impreziosiscono le pareti e alcune, per la loro straordinaria somiglianza con alcuni oggetti, hanno dei nomi  curiosi, come ad esempio, Prosciutto, Pulpito, Spada di Damocle, ecc.. Lungo il corridoio si trova un altro laghetto, chiamato Trabocchetto e caratterizzato dalla particolare limpidezza delle acque.

 

Il secondo tratto del Corridoio è costituito dalla Cripta (conosciuta anche come Duomo), una caverna di dimensioni ridotte e ricca di colonne calcaree. Questa caverna è alta ben 25 metri ed è stata un tempo rifugio di centinaia di pipistrelli che l’hanno abitata per molti secoli. Dalla Cripta fu estratto il guano di pipistrello utilizzato per la prima volta per creare un passaggio diretto alla grotta via terra. Oggi ne restano solo pochi esemplari.

 

Infine si raggiunge il Cocito, un piccolo bacino chiuso che si è così trasformato in un sistema ipogeo subacqueo.

 

grotta zinzulusa 2

 

Ma la bellezza di questa grotta è forse soprattutto nel suo grandissimo impatto visivo che riesce a dare ammirandola direttamente dal mare, nella sua enorme bocca di apertura che da in tutto e per tutto la sensazione di addentrarsi nelle viscere della Terra. È anche per questo motivo che è possibile visitare la grotta da vicino ma anche solo “dall’esterno” grazie a gite in barca previste appositamente.

 

La Grotta Zinzulusa fu “riscoperta” dall’uomo nel 1793 grazie al Vescovo locale del posto, Mons. Antonio Francesco del Duca. Tuttavia, soltanto nel 1950 iniziarono i primi lavori di pulitura e messa in sicurezza e solo dal 1957 è stata aperta al pubblico, indirizzato lungo il percorso da guide in grado di dare ogni spiegazione. In tempi più recenti è stato scoperto che esistono altri bacini non visitabili che allungano le cavità esplorate della grotta fino a duecentocinquanta metri e dove sono state scoperte nuove specie di fauna acquatica finora sconosciute.

 

grotta zinzulusa 3

 

immagine 1: Shaw [GFDL or CC-BY-SA-3.0-2.5-2.0-1.0], from Wikimedia Commons.

immagine 2: flickr by Daniele Peterlini, licenza CC.

immagine 3: flickr by MicheleVNG, licenza CC BY-ND.

 

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