Offerta Last Minute – Befana

Befana nel Salento

By Alessandro Lorenzi on Flick'r, CC BY-NC-SA 2.0.

Ultimi scampoli di atmosfera natalizia in Salento. È il giorno dell’Epifania, o più profanamente, della Befana.

La vecchietta che, volando su una scopa, addolcisce l’amara idea di salutare le vacanze portando dolci e caramelle ai più buoni, e consegnando invece un triste pezzo di carbone a chi buono non lo è stato. Il 6 gennaio è dedicato, anche nel tacco d’Italia, ad accogliere nel migliore dei modi l’arrivo della Befana.

La mattinata è completamente dedicata ai più piccoli. Fra un po’ di soggezione e tanta curiosità, vengono accompagnati nelle piazze per ricevere i dolci regali dalle nonnine mascherate. In molti comuni, improvvisate befane girano con sacchi e calze da distribuire ai bambini, che si godono uno dei magici momenti della loro infanzia, fra musica e grandi scivoli gonfiabili.

Con l’imbrunire, è tradizione visitare i centri storici salentini alla ricerca degli ultimi concerti di Natale. L’atmosfera che riescono a regalare è sempre magica, anche se in questo giorno è inevitabile un velo di malinconia per la fine delle feste sebbene in molte chiese vengano organizzati i concerti dell’Epifania, con violini, fiati e cori d’ordinanza.

Chiunque abbia allestito un presepe, il 6 gennaio ha un compito da ricordare: avvicinare i tre Re Magi alla capanna della Natività. Infatti la tradizione cattolica vuole che il 6 gennaio sia il giorno in cui Gesù Bambino si manifesta agli altri, e i tre Re arrivino a rendere onore al Messia con i loro doni, oro, incenso e mirra.

Il presepe, nella cultura popolare salentina, è un rituale importante, un’opera sofisticata che prevede cura e preparazione. Nelle case, nelle chiese, negli scenari naturali e architettonici, la Natività viene rappresentata con un estro e con una partecipazione tutte da scoprire. L’Epifania è l’ultimo giorno utile per visitare, ad esempio, i fantastici presepi viventi sparsi per il territorio. Masserie, centri storici, persino le doline, ogni ambiente suggestivo è utilizzato per rappresentare, con la tipica sapienza artigiana salentina, la nascita del Signore e i mestieri di due millenni fa. Il tutto, come sempre, accompagnato dal profumo delle “pettole” calde e da un buon bicchiere di vino.