Le Chiese – Collemeto – Noha – Santa Barbara – Mappa
Galatina è il terzo maggior centro abitato della provincia di Lecce, dopo il capoluogo e Nardò. Si trova nel cuore del Salento, a circa 20 km a sud di Lecce, ed è facilmente raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici. Questa cittadina affascinante custodisce un ricco patrimonio storico, artistico e religioso che la rende una meta imperdibile per chi vuole scoprire l’anima autentica della Puglia.
Le origini e lo sviluppo della città
L’area su cui sorge Galatina era abitata già in epoca pre-romana e romana, ma fu in seguito abbandonata a causa delle invasioni dei Goti. La vera fondazione della città risale alla seconda colonizzazione bizantina tra il IX e il X secolo, per poi consolidarsi sotto il dominio normanno, che dotò Galatina di fortificazioni. Un periodo di grande splendore si ebbe nel XIV secolo grazie a Raimondo Orsini Del Balzo, che ne ampliò il territorio, eresse mura difensive e concesse privilegi amministrativi.
Nel corso del Settecento, grazie alla ripresa economica, Galatina vide un notevole sviluppo urbano, testimoniato dai numerosi palazzi nobiliari, tra cui spicca il Palazzo Ducale, costruito nel XVI secolo dalla famiglia Castriota Scandenberg. Galatina fu anche tra le prime città d’Italia a dotarsi di strade lastricate in pietra viva.
I monumenti principali del centro storico
Passeggiando per il centro storico si incontrano numerosi edifici di grande valore. Tra questi, il Sedile, antica sede municipale, ornato da un cartiglio in pietra leccese con le effigi di antichi sindaci, oggi sede della polizia locale. Di fronte si erge la Torre dell’Orologio, dedicata nel 1861 a Vittorio Emanuele II.
Merita una visita anche Palazzo Orsini, un tempo ospedale di Santa Caterina d’Alessandria, oggi sede del Municipio. Delle cinque porte d’accesso alla città medievale, ne restano tre: Porta Luce, Porta San Pietro e Porta Cappuccini, ognuna con la propria storia e caratteristiche architettoniche.

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Le due chiese simbolo di Galatina

Galatina è una città molto ricca di chiese, se ne possono contare una dozzina. Le più importanti da segnalare per il loro valore storico e artistico sono però soprattutto due: la Chiesa Madre dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo (Protettori della città), risalente alla metà del XIV secolo, e la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, anch’essa Trecentesca. Trovate un articolo dedicato sulle chiese di Galatina nell’apposita pagina.
Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo
La Chiesa Madre è realizzata in pietra leccese secondo uno stile tardo barocco. Pur essendo stata edificata probabilmente nel Trecento, la versione che si può vedere attualmente risale invece alla seconda metà del Seicento. Lo stile barocco è evidente nella facciata, divisa in tre sezioni che corrispondono ad altrettante navate nell’ordine inferiore. In cima alla porta principale si trova la statua dell’Immacolata Concezione (in origine la chiesa era dedicata all’Immacolata), con a sinistra quella di San Paolo e a destra quella di San Giuseppe, mentre le altre due porte laterali di ingresso sono sovrastate rispettivamente dalla statua di Santo Stefano e da quella di San Marco. Di notevole interesse gli affreschi della volta con alcuni episodi della Vita di S.Pietro, apposti nel 1875, insieme con gli splendidi altari in marmo policromo.
Di gran pregio tra questi l’altare dell’antico cappellone del Sacramento, della seconda metà del ‘600, dove è deposta la statua dell’Immacolata in marmo bianco. Pregevoli anche le tele situate nella chiesa e nella sacrestia, su tutte spica la “Lavanda dei piedi”, del 1756, oltre alla tela di Gesù che cammina sulle acque e all’Apparizione di Cristo a San Pietro.
La chiesa custodisce il tesoro delle reliquie e degli arredi sacri, cospicuo dono che monsignor Lorenzo Mongiò, vescovo di Lanciano e poi di Pozzuoli, volle fare alla Collegiata di Galatina.
Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria
La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, realizzata negli anni 1384-1391, è invece in stile gotico-romanico e presenta ben cinque navate, con le due intermedie adibite ad “ambulacri” (ossia corridoi generalmente coperti e fiancheggiati da colonne). Fu voluta da Raimondo Orsini Del Balzo anche per appoggiare il Papa nel contrastare la maggioranza della popolazione all’epoca bizantina e quindi abituata al rito greco. La Chiesa, invece, nacque subito come latina.
La grande abside della chiesa, di forma ottagonale, è in stile gotico. Invece, la facciata esterna è in stile romanico pugliese, con un grande rosone centrale. Presenta tre cuspidi, due laterali ed uno centrale che si innalza molto più dei primi due. Il romanico pugliese è ben evidente da alcuni particolari: gli archetti tipici che sottolineano l’andamento degli spioventi, il rosone contornato da due cornici che digradano verso l’interno, dotato di eleganti colonnine a raggiera che confluiscono al centro, dove vi è lo stemma della famiglia Orsini Del Balzo. Bellissimo il portale maggiore, decorato da tre cornici finemente cesellate, mentre sull’architrave si trovano i Dodici apostoli con al centro Gesù Cristo.
L’interno è ricco di affreschi, tra i quali spiccano, per fantasia e narratività, alcune “allegorie” e le scene dell’Apocalisse; per eleganza gotica si fanno apprezzare alcuni particolari del “Transito”, della “Pietà” e le “Storie di S.Caterina”. Di gusto gotico sono anche le tombe di Raimondo e Giovanni Antonio Orsini del Balzo, antichi signori della città, conservate all’interno della chiesa.

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Collemeto
Frazione di Galatina, dal quale dista 7 Km.
Il toponimo indica una zona di terreno più elevata rispetto ad altre, ‘posta su un colle’.
Collemeto nasce, in epoca Bizantina, come centro ecclesiastico, in un luogo dove i monaci Benedettini costruirono un’abbazia, che successivamente fu sede dei monaci Basiliani.
Successivamente il feudo divenne proprietà dei Maremonte e dei Brunello di Nardò.
Nell’ 800, una parte del territorio di Collemeto divenne proprietà di privati e il resto, in seguito all’Unità d’Italia, fu incamerato dal demanio.
Collemeto sviluppa il suo impianto urbanistico tra gli spazi interstiziali di cinque masserie; La masseria Mongiò, la masseria Favale, la masseria Monache, la masseria Balsamo e la masseria la Camarra, che si dispongono a pettine proprio sul tracciato della strada che univa Galatina con Copertino.
La Chiesa parrocchiale è dedicata alla Madonna di Costantinopoli, eretta nella prima metà del 1900 ed è stata consacrata nel 1949.
Noha
Noha, frazione di Galatina, dal quale dista un Km.
Lo stemma del Paese è rappresentato da tre torri sormontate da una corona, tra un ramo di quercia e uno di arancio. Il nome forse deriva da ‘Novia’, termine medioevale che indica un terreno palustre. Oppure dal vocabolo latino ‘Domus Novae’, Case Nuove.
Il ritrovamento di reperti archeologici e tombe messapiche fa supporre che il nucleo abitativo originario di Noha esistesse sin dalla colonizzazione Messapica e che sia stato abitato successivamente da greci e romani. Nel secolo XV il feudo di Noha fu inglobato dalla città di Galatina, in quanto la provincia di Terra d’Otranto fu sconvolta da guerre di successione tra francesi e spagnoli. di cui seguì le successive vicende storiche.
Noha si sviluppa lungo la strada che univa Galatina con Ugento, strada importante dal punto di vista commerciale perché dotata di torri di avvistamento e di difesa.
La Chiesa Parrocchiale di Noha è dedicata a San Michele Arcangelo, ricostruzita nei primi anni del 1900. Il rosone centrale della facciata principale è sormontato dallo stemma di Noha. L’interno è arricchito da pregevoli altari barocchi e in pietra leccese.
Santa Barbara
Il paesino di Santa Barbara, frazione di Galatina, è ubicato lungo la vecchia strada che collegava Galatina con Copertino.
Il borgo si è sviluppato agli inizi del ‘500, su un terreno originariamente paludoso che, dopo varie successioni di proprietà, fu venduto a Domenico Andriani, la cui famiglia rimase padrona di Santa Barbara fino all’abolizione della feudalità.
Santa Barbara deve il nome alla masseria che rivela ancora il suo impianto originario; con il cortile su cui si affacciavano le abitazioni dei contadini, la neviera e le stalle, il tutto sotto lo sguardo attento della torre. La cappella, costituita nel 1966, è dedicata a Santa Barbara, custodisce una tela che raffigura la santa che protegge la torre dai fulmini.
Dove si trova Galatina e cosa vedere nei dintorni
Oltre alle meraviglie del centro storico, Galatina si trova in una posizione ideale per visitare il Salento. A pochi chilometri si possono raggiungere:
- Lecce, con il suo barocco raffinato
- Otranto, con la sua cattedrale e le spiagge
- Gallipoli, per chi ama il mare e la vita notturna
- Soleto, con la Guglia Orsiniana e l’atmosfera medievale
Perché visitare Galatina
Galatina offre una combinazione unica di arte, storia, tradizioni e gastronomia salentina. È una città autentica, dove il tempo sembra rallentare e ogni pietra racconta una storia.
Scopri Galatina e lasciati affascinare dal suo patrimonio culturale e dalla sua anima salentina!

